Cari fratelli e sorelle, ci accingiamo a vivere la Quaresima, tempo favorevole alla revisione di vita e alla conversione. Vorrei suggerire una pista che desumo da un testo di papa Leone dal quale possiamo trarre come tre coordinate culturali che, negli ultimi decenni, ci hanno plasmato: «L’assolutizzazione del benessere non ha portato la felicità attesa; una libertà disancorata dalla verità non ha generato la pienezza promessa; e il progresso materiale, da solo, non è riuscito a colmare il desiderio profondo del cuore umano» (Lettera al Presbiterio dell’Arcidiocesi di Madrid, 28.1.2026).
Prendere coscienza di questa triplice delusione può aprirci al cambiamento per restituire alla vita cristiana la gioia di credere e di amare con semplicità e di essere sale e luce del mondo.
Il benessere assolutizzato – salute, autonomia individuale, confort, tempo libero… – diventa un idolo che sposta l’Altro, Dio, e l’altro, il fratello, sullo sfondo, mentre indebolisce la persona rendendola incapace di affrontare le contrarietà, il dolore, le difficoltà. Da qui l’ansia e l’angoscia che spesso appesantiscono le nostre vite. L’antidoto è la risposta di Gesù al tentatore: Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto (Mt 4, 9). Proviamo a spostare l’attenzione dall’io a Dio. Proviamo a rimettere Dio al centro e a Lui rendiamo culto: tempo quotidiano di preghiera e fedeltà alla Messa domenicale. Ci aiuterà a riformulare le priorità, a riscoprire, assieme a Dio, anche i fratelli e ad affrontare con pazienza e forza le vicende della vita.
La libertà, scollegata dalla verità, si riduce spesso a capriccio, facendo perdere anche l’aggancio con la realtà. Quando l’unico metro di giudizio sono io, con le mie emozioni, la vita personale e sociale si muove sulle sabbie mobili, sempre pronta a essere inghiottita dal nulla. Basti pensare alle fatiche relazionali che colpiscono soprattutto le famiglie, ma in generale tutti i nostri rapporti. Un passo di conversione può essere dedicare un po’ di tempo a riscoprire ciò che il Vangelo dice sui grandi temi, la vita e la morte, l’amore e la famiglia, la sessualità, il lavoro, la salute e la malattia. Come fare?
Suggerisco un percorso praticabile: utilizzare il Catechismo della Chiesa Cattolica, facilmente reperibile in Internet. Ci aiuterà a ricalibrare la nostra lettura della vita e della realtà considerando che c’è, nelle cose, una dimensione oggettiva che ci precede, che fonda i valori che guidano il cammino, che da consistenza agli impegni che liberamente assumiamo e che siamo chiamati responsabilmente a mantenere.
Le cose materiali sono spesso un assillo: per i poveri perché mancano quelle necessarie per la vita e la famiglia, per chi è più fortunato perché deve prendersene cura e difenderle. L’antidoto per tutti sta nella parola di Gesù: Si è più beati nel dare che nel ricevere! (At 20, 35). La Quaresima è anche condivisione. Imparare a condividere tempo, attenzione e beni materiali libera il cuore, guarisce ferite e genera nuove relazioni.
Proviamo a camminare su questi sentieri di conversione. Conducono alla vita nuova che il Cristo risorto ci dona.
