Quaresima 2024

il Messaggio del Vescovo

Cari fratelli e sorelle,

nel Messaggio per la Quaresima, papa Francesco ci invita a rallentare il ritmo frenetico delle nostre giornate e a fermarci «in preghiera, per accogliere la Parola di Dio» e «come il Samaritano, in presenza del fratello ferito».

So bene che non è facile perché siamo inseriti in un vortice che governiamo solo in minima parte. Possiamo però provarci, magari seguendo i due percorsi concreti di ascolto e di attenzione che suggerisco di seguito.

Il primo: fissiamo un tempo quotidiano o settimanale di ascolto prolungato della Parola di Dio. Essa agisce come un filtro che purifica dal male che è dentro di noi e dal tanto male che ascoltiamo e vediamo. La Parola ci rilancia sulla strada della libertà: Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile (Es 20, 2). Il Signore ci libera dalla schiavitù degli idoli creati da una cultura consumistica e individualistica che permea pensiero e azione, togliendoci dignità e separandoci da Dio e dal prossimo. La Parola, a volte anche con durezza, ci richiama alla verità delle cose e ci invita a conversione. Il tempo destinato alla Parola è tempo di riscatto e di liberazione!

In particolare invito le famiglie a dedicare una ventina di minuti alla settimana per riprendere insieme il Vangelo della Domenica precedente. Propongo un rito molto semplice: segno della croce – lettura del testo – silenzio (preceduto, se ci sono bimbi piccoli, da una spiegazione a cura di papà o mamma) – breve condivisione di ciò che il testo ha suggerito a ognuno – preghiera del Padre nostro – segno della croce.

Il secondo percorso scaturisce dalla libertà donataci da Dio e consiste nel riconoscere gli uomini e le donne che incontriamo nella vita quotidiana come fratelli e sorelle che il Signore pone sulla nostra strada e dei quali ci chiede di prenderci cura. Come figli di Dio Amore e Comunione vogliamo lavorare per far uscire la nostra città e i nostri paesi e villaggi dalla spirale di anonimato e di individualismo. Metto l’accento su un dato che denuncia il grave stato di salute delle relazioni nella nostra Valle, l’altissimo numero di suicidi, ancora in crescita. So che ci sono progetti e risorse dedicati, ma il lavoro di operatori specialistici – per quanto indispensabile e da incrementare – non basta. C’è bisogno dell’impegno di tanti per ricostruire un tessuto di relazioni sociali che ci liberi dall’indifferenza reciproca e spezzi il cerchio della solitudine che tutti imprigiona, angosciando chi è solo e soffocando famiglie e gruppi chiusi su se stessi. Questa rete va costruita pazientemente nella quotidianità, a partire dai vicini di casa, dalle famiglie che hanno i figli della medesima età, dagli anziani che vivono da soli nella nostra via o nel nostro villaggio. Questa rete si costruisce con piccoli gesti, come il saluto offerto a tutti, il dialogo cercato, anche quando può apparire superficiale, l’attenzione alla situazione che l’altro vive, la disponibilità a piccoli servizi o a momenti di condivisione. A nessuno sembrino banali queste cose: chi prova a praticarle sa quanto siano impegnative, ma anche quanto siano efficaci e portatrici di gioia. Non faremo miracoli, ma possiamo contribuire a prevenire la sensazione di isolamento e di abbandono che ferisce tante persone. Sarebbe già tanto riuscire ad accorgerci di chi vive un passaggio difficile della propria esistenza per tendergli la mano.

Senza perdere di vista i grandi problemi del mondo, per i quali preghiamo e lottiamo, vogliamo impegnarci in prima persona laddove viviamo, consapevoli che il primo passo dell’evangelizzazione è la testimonianza dell’amore di Dio tradotto in gesti di umanità e di prossimità. È la grande legge dell’Incarnazione: Gesù ci ha raccontato il mistero del Padre e della vita trinitaria camminando per le strade della Palestina, beneficando e risanando tutti (At 10, 38).

Buon cammino quaresimale in ascolto della Parola di Dio e nella cura delle relazioni quotidiane con coloro che condividono il nostro territorio e i nostri ambienti di vita.

 

Messaggio del Vescovo per la Quaresima 2024

 

 

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