Solennità dell’Assunzione della B.V. Maria

Cattedrale di Aosta

15-08-2025

 

«Maria è assunta in cielo; esultano le schiere degli angeli»

Cari fratelli e sorelle, il ritornello del Salmo ha dato voce agli angeli musicanti del portale della nostra Cattedrale che accolgono in Cielo la Vergine Maria. Esultiamo con loro: in Maria intravvediamo il nostro destino finale: Come… in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita. Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Ci rallegriamo ancor di più perché sappiamo che, dall’alto, Maria ci accompagna e intercede per noi come ci ricorda la preghiera posta da Dante sulla bocca di san Bernardo: Donna, se’ tanto grande e tanto vali, / che qual vuol grazia e a te non ricorre / sua disianza vuol volar sanz’ali. / La tua benignità non pur soccorre / a chi domanda, ma molte fïate / liberamente al dimandar precorre (Divina Commedia, Paradiso, XXXIII).

Oggi è giorno di gioia, di festa, di canto!

Ma come dimenticare la sofferenza di tanti uomini e donne, bambini massacrati dalla guerra e dalla fame? La gioia che nasce dalla speranza del Paradiso non può distrarci dal terribile combattimento del drago infernale di cui parla la prima lettura. Il Male, pur sconfitto dalla croce di Cristo, continua a colpire l’umanità con i suoi colpi di coda. E non possiamo solo stare a guardare!

La festa della speranza ci spinge al combattimento, usando le stesse armi usate dalla Vergine Maria nel suo cammino terreno: preghiera, penitenza e carità. La vittoria di Cristo si estende al mondo attraverso di noi. Il Male va sconfitto a partire da noi stessi, vincendo le pulsioni dell’egoismo che ci spingono ad arraffare, a essere violenti nei pensieri e nelle parole, ad approfittare di chi è più debole. Il Male va vinto nelle nostre relazioni quotidiane rinunciando a ogni forma di rivalsa, di ritorsione, di sopraffazione. Va vinto rinunciando alle parole cattive, alla tentazione di alzare la voce e i toni. Questa lotta, come diceva Gesù ai primi discepoli, non si può combattere se non con la preghiera e il digiuno (cfr Mc 9, 29). La preghiera di intercessione va moltiplicata in questo drammatico momento, memori di quanto Gesù ci ha promesso: tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete (Mt 21, 22). Portiamo al Signore la supplica di tanti innocenti e la nostra per la conversione dei cuori, perché cadano le armi dalla mano dei violenti e possano vedere la luce il dialogo e la riconciliazione. Alla preghiera aggiungiamo la penitenza, che non significa infliggersi chissà quali tormenti, ma vivere con fede e amore le situazioni di fatica e di contraddizione, come ha fatto Maria. Pensiamo anche solo agli inizi della sua esperienza di sposa e di madre e poi ai suoi patimenti ai piedi della croce del Figlio. Penitenza è anche rinuncia volontaria: togliere qualcosa dalle nostre disponibilità per condividere con chi ha bisogno di tutto, abbracciando uno stile di sobrietà ed evitando ogni genere di spreco.

Impariamo da Maria: la gioia della comunione con Dio, appena accolto nel suo grembo, la spinge ad alzarsi e ad andare in fretta verso Elisabetta per mettersi al suo servizio. Sono, questi, giorni un po’ più tranquilli, ma non mettiamo tra parentesi la sofferenza di chi rischia la vita per sfamare la propria famiglia, di chi ha perso tutto e vive l’incubo della guerra. Condividiamo innanzitutto il pensiero, non permettendo che il dolore e la morte di tante persone non faccia più notizia. Dedichiamo un po’ di tempo a capire, ad approfondire, a confrontarci. Non abituiamoci al male. Condividiamo qualcosa di ciò che usiamo per noi e per le nostre famiglie per aiutare chi è nel bisogno, magari anche a costo di qualche sacrificio.

Ci aiuti Maria, Madre della Chiesa, a dare corpo di carità, di fede e di preghiera alla gioia e alla speranza che la sua Assunzione genera in noi. Amen!

 

condividi su