Solennità della Madre di Dio

Cattedrale di Aosta

01-01-2026

 

Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace.

È la benedizione che oggi riceviamo e vogliamo portare a tutti attraverso gli auguri di buon anno.

La pace viene da Dio che ama incondizionatamente tutti gli uomini. Così parla per bocca di Geremia: Io conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo – oracolo del Signore -, progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza (29, 11). Noi crediamo fermamente che Dio vuole e progetta per l’umanità un futuro pieno di speranza! Per questo ha mandato il suo Figlio quando venne la pienezza del tempo e chiama noi, discepoli del Figlio, a collaborare con Lui.

Il mondo ha bisogno di pace.

Sono decine i conflitti che insanguinano il pianeta. Quanta prepotenza nei rapporti tra le persone. Quanta aggressività anche nelle nostre parole e nei gesti della vita quotidiana. In questa scia di violenza non dimentichiamo i cristiani perseguitati. Secondo gli ultimi rilevamenti in un anno nel mondo quasi cinquemila cristiani sono stati uccisi, mentre un cristiano su sette subisce persecuzione, uno su cinque nell’Africa subsahariana e addirittura due su cinque in Asia. Noi preghiamo per loro perché possano perseverare nella fede, ma dobbiamo anche parlare di loro, chiedere ai mezzi di comunicazione il coraggio di parlarne, chiedere a governanti e organismi internazionali di denunciare anche la persecuzione anticristiana e di fare tutto il possibile perché finisca.

Il mondo desidera la pace.

I popoli invocano la pace, soprattutto i piccoli, i poveri, le famiglie che perdono figli e genitori nei combattimenti e patiscono violenze e privazioni di ogni genere. Questo grido è spesso cinicamente inascoltato dai potenti che perseguono logiche di predominio e di prevaricazione, senza rispetto per la vita umana, e magari pretendono anche di essere riconosciuti come salvatori e portatori di pace. Noi, in questo giorno di festa, vogliamo raccogliere nella preghiera il grido di tanti e affidarlo a Maria, Regina della Pace, perché giunga fino a Dio. Il titolo di Maria Regina della pace fu aggiunto alle Litanie lauretane da Benedetto XV durante la grande guerra che definì «inutile strage». Da allora fino a oggi quanti appelli inascoltati! E questo perché la pace chiede conversione profonda.

La pace è dono di Cristo risorto.

Papa Leone, nel suo primo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace, ricorda che è Cristo Buon pastore ad aver vinto la morte e abbattuto i muri di separazione fra gli esseri umani perché ha dato la vita per il gregge e, in realtà, per tutti gli uomini, perché anche le pecore che sono fuori del recinto sono sue e sono chiamate a diventare un solo gregge e un solo pastore (cfr Gv 10, 16). Egli, Principe della pace, è venuto tra noi perché noi avessimo la vita e l’avessimo in abbondanza (cfr Gv 10, 10).

La pace di Cristo è affidata ai suoi discepoli, a noi.

La pace di Cristo è una pace disarmata e disarmante. Scrive il Santo Padre: «Poco prima di essere catturato, in un momento di intensa confidenza, Gesù disse a quelli che erano con Lui: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi”. E subito aggiunse: “Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14,27). Il turbamento e il timore potevano riguardare, certo, la violenza che si sarebbe presto abbattuta su di Lui. Più profondamente, i Vangeli non nascondono che a sconcertare i discepoli fu la sua risposta non violenta: una via che tutti, Pietro per primo, gli contestarono, ma sulla quale fino all’ultimo il Maestro chiese di seguirlo. La via di Gesù continua a essere motivo di turbamento e di timore. E Lui ripete con fermezza a chi vorrebbe difenderlo: “Rimetti la spada nel fodero” (Gv 18,11; cfr Mt 26,52). La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta… Di questa novità i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni».

Ecco un impegno concreto per il nuovo anno che si apre, farci costruttori di pace, non con parole a effetto e frasi fatte, ma con la purificazione del pensiero e della memoria da ogni forma di violenza, con parole pacate e rispettose, con l’ascolto delle ragioni degli altri in ogni discussione, con gesti di distensione, di gentilezza e, ove necessario, di perdono e di riconciliazione.

Ci aiuti Maria, Madre di Dio e Regina della Pace.

 

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