Solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo

Quart - Monastero Mater Misericordiae

16-07-2026

La celebrazione odierna ci invita a fissare lo sguardo su Maria, Madre di Gesù e Madre nostra. E lo fa attraverso due immagini che la festa del Carmelo ci trasmette. Una la troviamo nella prima lettura. È l’immagine della nuvoletta gravida di pioggia, invocata e attesa da Elia. Secondo la tradizione spirituale il Profeta intravvide così l’aurora della salvezza: la nuvola preconizza la Vergine Maria che porta al mondo il Salvatore, sorgente dell’acqua viva dello Spirito. Siamo esortati a imitare il Profeta. Come lui viviamo un tempo di siccità e di carestia, di idolatria e di infedeltà, di persecuzione e di scoraggiamento. Il Signore ascolta e provvede: provvede per il popolo con la  pioggia, provvederà al Profeta fuggitivo con il pane e l’acqua che gli danno la forza di camminare quaranta giorni e quaranta notti fino all’Oreb dove Dio gli si manifesterà nel sussurro di una brezza leggera (1 Re 19, 12). Non veniamo meno alla fedeltà, rinnoviamo la nostra fede, non desistiamo dall’invocazione. Il Signore non ci abbandona. Non ci assicura contro fatiche e lacrime,  ma rimane al nostro fianco e con la forza del Battesimo e dell’Eucaristia ci permette di camminare alla ricerca del suo volto. Vengono in mente le parole della Vergine Maria a santa Bernadette durante la terza apparizione (18 febbraio 1858): «Non vi prometto la felicità in questo mondo, ma nell’altro». Il Signore è accanto a noi, anche quando problemi e sofferenze sembrano sommergerci.

La seconda immagine è quella del giardino, contenuta nel nome della festa odierna. Il monte Carmelo per la ricchezza di vegetazione è chiamato giardino, giardino di Dio. Così Maria con la sua obbedienza e l’offerta totale della sua vita permette allo Spirito di far fiorire in lei il germoglio santo di Davide e assieme a Lui le virtù più belle dell’umiltà e della carità che restituiscono all’umanità la fecondità spirituale pensata dal Creatore e inquinata dal peccato.

Pregare Maria, imitare Maria significa entrare in questo giardino di Dio, fiorire senza più paura in attesa di udire il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno (Gen 3, 8).

Concludo con la bella preghiera composta da san Giovanni Paolo II:

«Santa Madre della Speranza, Vergine del Carmine,  distendi il tuo scapolare come mantello di protezione,  sulle città e sui paesi, sugli uomini e le donne,  sui giovani e i bambini, sugli anziani e gli ammalati, sugli orfani e gli afflitti, sui figli fedeli e le pecore smarrite.
Stella del mare e Faro di luce, conforto sicuro per il popolo pellegrino, guida i suoi passi nel suo peregrinare terreno,  affinché percorra sempre sentieri di pace e di concordia,  cammini di Vangelo, di progresso, di giustizia e di libertà.
Riconcilia i fratelli in un abbraccio fraterno; fa’ che spariscano gli odi e i rancori,  che si superino le divisioni e le barriere, he si appianino i conflitti e si rimarginino le ferite.
Fa’ che Cristo sia la nostra Pace, che il suo perdono rinnovi i cuori,  che la sua Parola sia speranza e fermento nella società.  Amen».

 

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