S. Messa per la solennità della Natività di San Giovanni Battista

Parrocchia di Gressoney-Saint-Jean

24-06-2026

 

Carissimi, siamo riuniti per celebrare la festa patronale. Che cosa ci dice il nostro Patrono, san Giovanni Battista? Ci dice ciò che la Parola di Dio e la Liturgia dicono di Lui.

Chiamato a preparare un popolo ben disposto.
All’inizio della Messa ci siamo rivolti così al Padre: «Hai mandato san Giovanni Battista a preparare a Cristo Signore un popolo ben disposto». Sì, Giovanni Battista è Patrono è per preparare questo popolo di Gressoney ad essere ben disposto ad accogliere Cristo Signore. Che cosa vuol dire «ben disposto»? Possiamo rispondere pensando alle folle che accorrevano al Giordano e, ascoltando la predicazione del Battista, si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati (Mt 3, 6). Ecco che cosa vuol dire: lasciarsi interpellare dalla predicazione, riconoscere e confessare i propri peccati e cambiare vita, convertirsi al Vangelo. Per raccogliere la predicazione della Chiesa oggi dobbiamo superare una doppia difficoltà: l’abitudine a sentire le parole del Vangelo che a un ascolto superficiale non suonano più nuove e poi la molteplicità di messaggi che come sirene ci attraggono da mille parti addormentando la ragione e disgregando vita e relazioni. Diventiamo come pietre sulle quali scorre l’acqua della Parola che pure sentiamo, ma che non trova la fessura per penetrare. Cari amici torniamo oggi a casa con il proposito di fermarci ogni giorno, regalando a san Giovanni un tempo, anche minimo, di silenzio e di apertura del cuore perché egli possa renderci ben disposti al Signore.

Chiamato con un nome che è Vangelo.
Giovanni è il suo nome. Il nome del Battista significa «Dio fa grazia». Usciamo da questa chiesa con impresso nella memoria il nome di Giovanni. Lasciamolo risuonare nella mente e nel cuore. È facile perché questo nome è presente anche nel toponimo del vostro paese. Il nostro Dio è Dio che fa grazia: perdona e dona la forza dello Spirito perché noi abbiamo la vita e l’abbiamo in abbondanza (cfr Gv 10, 10b). Ogni volta che pronunciamo questo nome ci ripetiamo e ripetiamo la bella notizia: Dio fa grazia!

Chiamato a essere luce delle nazioni.
Io ti renderò luce delle nazioni, perché porti la mia salvezza fino all’estremità della terra. Giovanni è luce perché ci offre con il suo esempio e con il suo insegnamento indicazioni preziose per la vita. Le elenco a partire da ciò che trovo nei racconti evangelici: sobrietà (Mt 3, 4: portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico); carità (Lc 3, 10: Le folle lo interrogavano: “Che cosa dobbiamo fare?”. Rispondeva loro: “Chi ha due tuniche ne dia a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto”); onestà (Lc 3, 12-13: “Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare e gli chiesero: “Maestro, che cosa dobbiamo fare?”. Ed egli disse loro: “Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato”; mitezza (Lc 3, 14: Lo interrogavano anche alcuni soldati: “E noi, che cosa dobbiamo fare?”. Rispose loro: “Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno; accontentatevi delle vostre paghe”).

Interceda per noi san Giovanni e prepari in noi le strade del Signore aiutandoci ad incarnare le parole di vita che abbiamo ascoltato.

 

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