S. Messa per la festa di San Bernardo

Cattedrale di Aosta

15-06-2026

Carissimi, san Bernardo, uomo della Parola, predica ancora e lo fa attraverso i brani biblici appena proclamati, indicandoci un duplice percorso, per costruire la pace e per costruire relazioni autentiche.

Costruire la pace

Noi tutti desideriamo la pace. La invochiamo. Molti di noi pregano con insistenza per il dono della pace. L’ultima grande fatica di san Bernardo fu il tentativo, non riuscito, di fermare Enrico IV nella sua spedizione contro Gregorio VII con tutte le conseguenze di distruzione, di morte e di sofferenza che ogni guerra porta con sé. Che cosa mosse il nostro Santo, già provato dalla fatica, ad affrontare con coraggio questa missione di pace? Forse risuonavano nel suo cuore le parole dell’Apostolo oggi riproposte a noi: Detestate il male, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nel fare il bene, siate invece ferventi nello spirito; servite il Signore.

Servite il Signore. Era convinto che la vita avesse senso solo nel servire il Signore. Per questo percorreva borgate e villaggi predicando il Vangelo; per questo aveva fondato Ospizio e Canonici per accogliere Cristo presente nel bisognoso, chiunque fosse, povero o ricco, onesto o malvivente, cristiano o meno. Promuovere la pace, difendendo la vita soprattutto dei poveri, rientrava nel servizio divino e sottrarsi a quest’ultima missione probabilmente gli pareva pigrizia nel fare il bene. Le parole di san Paolo erano prima di tutto vissute. Solo perché stimava gli altri poteva credere che la parola del Vangelo facesse breccia nel cuore bellicoso dell’Imperatore. Non lo disprezzava, lo amava e per questo si rivolgeva a lui con fiducia, cercando di distoglierlo dal male e attaccarlo al bene.

Le stesse parole san Bernardo le consegna a noi come mattoni per costruire la pace. Facciamole passare dalla bocca alla mente e al cuore: facciamone oggetto di pensiero, di scelta consapevole e di pratica quotidiana. E certamente il Dio della pace sarà con noi!

Costruire relazioni autentiche

La voce dall’alto, la voce del Padre che interviene al momento della trasfigurazione di Gesù dice: Questi è il Figlio mio, l’amato… Ascoltatelo.

Ascoltatelo. La relazione con Dio, che si chiama fede, nasce e si costruisce dall’ascolto del Vangelo. Cari fratelli battezzati, torniamo al Vangelo! È il nostro libro, è parola viva che Gesù rivolge a ciascuno di noi. La bellezza che voi contemplate nel vostro lavoro – la creazione che cambia ogni giorno d’abito – è un regalo di Dio e il Vangelo è la chiave che permette di aprire lo scrigno e riconoscere e apprezzare il dono. La montagna può essere, come per i primi discepoli, luogo della manifestazione di Gesù Signore, luogo di incontro con Lui anche per ciascuno di noi.

L’ascolto è anche alla base di ogni relazione che voglia sfuggire all’occasionalità e alla superficialità. Se davvero apriamo il cuore e la mente per ascoltare chi ci sta davanti, possiamo entrare in sintonia con lui, pur nella diversità di storia e di opinioni, e costruire una relazione vera e rispettosa, capace di quella stima di cui ci parlava san Paolo.

L’augurio che faccio a voi, operatori della montagna, e a tutti i presenti è di portare con noi questi due segreti che oggi san Bernardo ci regala per guidare il nostro impegno per la pace e costruire/ricostruire relazioni autentiche con Dio e con gli altri.

Così sia!

 

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