Celebrazione della Passione del Signore

Cattedrale di Aosta

03-04-2026

 

Gesù… avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine (Gv 13, 1). La Passione del Signore si comprende a partire da queste parole di San Giovanni. Gesù, fino alla fine, si prende cura della comunità che sta generando, alla quale affida il compito di essere segno e strumento di rinnovamento per l’umanità intera.

Raccolgo tre parole di Gesù che dicono il suo prendersi cura e che immettono nella vita della Chiesa il germe della nuova creazione.

 

Se dunque cercate me, lasciate che questi se ne vadano

Gesù è il Salvatore perché donando la sua vita si interpone fra il male e i suoi. Ciò che fa per pochi nel giardino del Getsemani, lo compie per tutti sulla croce, facendosi scudo e corazza contro il male e la morte (cfr Sal  91, 4). L’Eucaristia che tra poco riceveremo è Gesù scudo e corazza per la nostra vita.

 

Se ho parlato male, dimostrami dov’è il male. Ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?

Gesù è mite e umile di cuore (Mt 11, 29) non risponde con rabbia e violenza e neppure usa il silenzio con superbia come arma di disprezzo. Il suo grande insegnamento è per noi. Pregare per la pace è giusto e doveroso, ma la preghiera va accompagnata dall’imitazione concreta del Principe della pace (Is 9, 5).

 

Donna, ecco tuo figlio! – Ecco tua madre!

Gesù, dall’alto della croce, affida la comunità nascente alle cure della Madre, sapendo che con il suo sguardo di donna, attento e preveniente, accompagnerà la lunga navigazione della Chiesa nel mare burrascoso del tempo. Se vogliamo arrivare al porto, a Lei dobbiamo guardare, a Lei affidarci con la preghiera e seguire il suo esempio di donna credente, piena di Spirito e di carità. Il Figlio ci ha affidati a Lei!

 

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