Solennità di Tutti i Santi

Cattedrale di Aosta

01-11-2026

 

Chi sono i Santi nella vita della Chiesa e sul nostro cammino?

La Parola di Dio risponde così: Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell’Agnello. Con queste parole indica la moltitudine immensa contemplata in visione da Giovanni: Tutti stavano in piedi… davanti all’Agnello, avvolti in vesti candide… E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio… e all’Agnello». È una risposta eloquente. Potremmo tradurla così: i Santi sono coloro che, lasciandosi guidare dallo Spirito Santo, hanno seguito Gesù, cercando di vivere nella propria carne la sua morte e risurrezione. Sono cristiani come noi che hanno camminato, con fede e amore, giorno dopo giorno, sulla strada che porta a Dio. E questa strada – lo sappiamo bene – è una persona, Gesù. La santità cristiana è relazione accolta, desiderata e vissuta con Gesù.

Celebrare non un Santo particolare, ma tutti i Santi, soprattutto quelli conosciuti solo da Dio, ci dice alcune cose che provo a raccogliere e a condividere.

La prima è che la Chiesa va al di là dello spazio e del tempo. La Chiesa è comunione dei Santi, cioè delle persone santificate dalla grazia di Dio, e per questo comprende fratelli e sorelle che ci hanno preceduto e che oggi già gustano la visione di Dio o vi si preparano in Purgatorio. Quando, il giorno del Battesimo, siamo entrati a far parte della Chiesa, la comunità ha invocato per noi l’aiuto dei Santi e questo si ripete nei Riti che segnano i grandi passaggi della vita nei quali si concretizza la vocazione battesimale: Matrimonio, Ordine Sacro, Consacrazione.

La seconda cosa è che i Santi ci sono dati dal Padre «come amici e modelli di vita». Possiamo instaurare un dialogo con loro e anche chiedere il loro aiuto. Soprattutto vogliamo guardare al loro cammino e al loro esempio come guarderemmo a qualcuno che prima di noi ha praticato un’arte o percorso una strada per coglierne indicazioni e insegnamenti.

La solennità di Tutti i Santi ci dice infine che la santità è la cifra della vita cristiana. Nel più antico scritto del Nuovo testamento così scriveva san Paolo ai Tessalonicesi: Questa… è volontà di Dio, la vostra santificazione (1 Ts 4, 3). La santità, come comunione di vita con Dio – Padre, Figlio e Spirito Santo – è l’originaria vocazione di ogni battezzato. Essa nasce da un dono. Nel Battesimo noi siamo riscattati da Cristo e fatti rinascere come figli di Dio. Uniti a Lui siamo santi, in comunione con Dio, partecipi della natura divina (2 Pt 1, 4), a Lui  appartenenti tanto che i nostri corpi sono membra di Cristo (1 Cor 6, 15). Al dono corrisponde la nostra risposta. La vita in terra ci è data per crescere nella comunione con Cristo e per mezzo suo e nello Spirito con Dio Padre. Questa crescita è fatta di incontro personale con Cristo, di ascolto e di pratica del Vangelo. È fatta di ascolto che diventa preghiera e celebrazione, di ascolto che diventa vita nella carità. E su questo voglio concludere con le parole del Concilio che aprono a un’ultima considerazione: «Tutti coloro che credono nel Cristo di qualsiasi stato o rango, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità e… tale santità promuove nella stessa società terrena un tenore di vita più umano» (Lumen Gentium 40). Sì abbiamo bisogno di Santi. Tutti concordiamo che il nostro mondo ha bisogno di essere cambiato per diventare più giusto, pacifico e fraterno. Come? La Solennità di oggi indica una pista, quella della santità. Pensiamo a ciò che hanno fatto santi come don Bosco, il Cottolengo nella società del loro tempo. Si può concordare con Léon Bloy che, nel romanzo La femme pauvre (1897) scrive: «Al mondo c’è una sola tristezza: quella di non essere santi». Sarebbe tutto diverso. Se ci lasciamo guidare dallo Spirito, se imitiamo questi fratelli più grandi, vestiti di bianco, può essere davvero tutto diverso nel mondo!

 

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