Santa Messa per la Solennità di Santa Teresa d’Avila

Quart - Monastero Mater Misericordiae

15-10-2026

Care sorelle Carmelitane, cari fratelli e sorelle,

la preghiera iniziale di questa solennità attribuisce a santa Teresa d’Avila due titoli sui quali richiamo la vostra attenzione alla luce della Parola di Dio appena ascoltata: maestra e madre. È un invito a guardare a santa Teresa, a riprenderne in mano gli scritti, a seguirne l’esempio.

Maestra.

È la stessa orazione a spiegarne il significato: «O Dio, che per mezzo del tuo spirito hai suscitato nella Chiesa santa Teresa di Gesù per guidarci nel cammino della perfezione». Teresa è Maestra attraverso la sua dottrina, ma non come un professore, un conferenziere, ma come una guida. Il termine guida assume nella nostra Valle un significato eloquente. Si tratta di una persona che partecipa la sua esperienza, che conosce la via per ascendere in vetta perché l’ha percorsa o addirittura aperta in prima persona. La guida cammina assieme a chi accompagna e fa camminare su passi già sperimentati e quindi sicuri. È questa la dottrina spirituale di santa Teresa, come ebbe a dire san Paolo VI quando le conferì il titolo di Dottore della Chiesa: «Siamo indubbiamente davanti ad un’anima nella quale l’iniziativa divina straordinaria si manifesta, e dalla quale essa è percepita e quindi descritta… con un linguaggio letterario suo proprio, semplicemente, fedelmente, stupendamente». Si tratta di quell’incontro intimo e sempre originale che avviene nello spirito di chi si lascia raggiungere dall’amore divino che discende e si unisce all’amore umano che cerca di salire verso Dio. Il Papa aggiungeva: «È l’unione con Dio più intima e più forte che ad anima vivente in questa terra sia dato sperimentare; e che diventa luce, diventa sapienza; sapienza delle cose divine, sapienza delle cose umane. Ed è di questi segreti che ci parla la dottrina di Teresa… Ella ha avuto il privilegio e il merito di conoscerli questi segreti per via di esperienza nella santità d’una vita consacrata alla contemplazione e simultaneamente impegnata nell’azione… Teresa ha avuto l’arte di esporli questi medesimi segreti, tanto da classificarsi fra i sommi maestri della vita spirituale» (Omelia, 27 settembre 1970).

Madre.

Certamente il titolo di Madre è riconosciuto a santa Teresa come fondatrice – riformatrice del Carmelo, ma anche più in generale da tutti coloro che si impegnano in un cammino spirituale di ricerca e di unione profonda con il Signore. Sempre san Paolo VI, nella citata omelia, ricorda che l’epigrafe  della statua di santa Teresa nella Basilica vaticana è Mater Spiritalium.

Il titolo di Madre rimanda alla sua ricca umanità, alla sua personalità concreta e appassionata. Entra in gioco nella capacità organizzativa di fondatrice di monasteri che vuole piccoli, capaci di proteggere dalla mondanità e di favorire raccoglimento, semplicità e spirito di fraternità.  Lei stessa descrive il suo carattere come vivace e affettivo, vedendovi il rischio della dispersione. In realtà questo carattere, una volta domato e orientato al Signore, le permetterà di guidare non solo le monache, ma anche un’infinità di altre persone sulle vie della santità. Santa Teresa si fa vicina a noi perché nelle sue opere non nasconde i suoi dubbi, le sue fragilità e fatiche, mostrando come tutto possa essere vissuto nell’amicizia con Cristo, in una spiritualità affatto disincarnata. Nel Libro delle Fondazioni, parla di come il Signore si aggiri anche fra le pentole (cap. 5) per dire che non sono le situazioni esteriori della vita a condizionare la comunione con Dio, ma la disposizione interiore e il desiderio dell’anima.

Ci affidiamo tutti con fiducia a Teresa, maestra e madre, per camminare sulle strade di Dio, sostenendoci fraternamente gli uni gli altri nella preghiera.

 

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