Festa della Natività della Beata Vergine Maria

Santuario Notre-Dame de la Guérison a Courmayeur

08-09-2026

È bello essere qui, nella casa di Maria, nel giorno del suo compleanno. Siamo figli che vengono per onorare la Madre e Lei, come ogni madre, non ci chiede credenziali, ci accoglie così come siamo perché ci vuole bene e vuole il bene per ognuno di noi. Per questo ci abbraccia, ascolta le nostre preghiere e ci invita a guardare a Gesù, il Salvatore, sorgente di perdono, di grazia e di vita. Ci invita a guardare a Gesù attraverso la Parola che ascoltiamo nella sua festa.

Il Profeta annuncia la nascita del Messia a Betlemme, dalla discendenza di Davide, ma lascia intendere che il nascituro è di più di ciò che appare.

Le sue radici rimandano al di là di Davide, a tempi remoti: evocano l’eternità, la sua origine divina. Maria ci invita a riconoscere che Gesù è Dio. Oggi, anche nella Chiesa, anche tra noi credenti, c’è il rischio di considerarlo un grande uomo, maestro di umanità e di sapienza, ma solo questo. Lo dicono piccoli gesti che forse dobbiamo riconsiderare. Proviamo a chiederci come entriamo in chiesa: con rispetto e in silenzio o continuando a parlare come fuori? Ci raccogliamo e facciamo il segno della croce? Facciamo la genuflessione davanti alla sua presenza nel tabernacolo o ci comportiamo come non ci fosse nessuno? Come ci accostiamo all’Eucaristia? Se Gesù è Dio, la sua non è una parola fra le tante, ma la verità capace di orientare e salvare la nostra vita. Quale considerazione abbiamo dei comandamenti? Se Gesù è Dio a Lui va la nostra obbedienza e la nostra adorazione.

La sua grandezza giungerà agli estremi confini della terra. Come non vedervi l’annuncio della diffusione del cristianesimo e dell’universalità della Chiesa? Nello stesso tempo, però, non possiamo non interrogarci sul perché le nostre terre, cristiane da quasi due millenni, e le nostre famiglie si allontanano sempre più dalla fede. Il nostro Occidente è colpito da varie malattie dello spirito (indifferenza, edonismo, individualismo, materialismo…). Urge conversione. Maria, la Madre, può riportarci a Gesù, se ci affidiamo a Lei, se a Lei affidiamo le nostre famiglie, le nostre comunità. Facciamolo pregando con regolarità il Rosario.

Egli stesso sarà la pace! Il Messia si identifica con la pace. Isaia, lo annuncia come Principe della pace che trasformerà le armi in strumenti di lavoro (cfr Is 9, 5 e 2, 4). Per la Bibbia pace non è solo cessazione della guerra, ma armonia con Dio, con le altre persone, con gli altri popoli, giustizia e benessere. San Paolo dirà che Gesù è la nostra pace, colui che di due ha fatto una cosa sola, abbattendo il muro di separazione che li divideva, cioè l’inimicizia, per mezzo della sua carne. Gesù realizza la pace perché riconcilia l’umanità con Dio attraverso il sacrificio della croce. Ogni volta che celebriamo l’Eucaristia rendiamo presente e operante la sorgente della riconciliazione e della pace, Gesù che dona se stesso perché il mondo abbia vita e l’abbia in abbondanza (cfr Gv 10, 10). Oggi siamo giustamente molto sensibili al bisogno di pace perché il mondo è insanguinato dalla violenza. Portiamolo all’altare del Signore questo bisogno e impariamo da Lui a farci operatori di pace: Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici (Gv 15, 12-13).

 

condividi su