Festa della Trasfigurazione del Signore

Saint-Oyen - Château Verdun

06-08-2026

Matteo racconta che Gesù conduce sul monte Pietro, Giacomo e Giovanni. Là, essi assistono alla sua trasfigurazione e alla successiva apparizione di Mosé ed Elia che parlano con Lui. Pietro propone di costruire tre capanne, ma una nube luminosa li avvolge e il Padre rivela la vera identità di Gesù, il Figlio amato che porta a compimento Legge e Profeti. Ai discepoli una consegna precisa: Ascoltatelo.

La pagina del Vangelo è riproposta a noi che viviamo il tempo particolare dell’estate, non per tutti necessariamente tempo di vacanza. Da essa scaturisce un messaggio che raggiunge tutti, chi fa esperienza di distensione, chi vede intensificato il suo lavoro, chi continua più o meno con il solito ritmo. L’invito per tutti è di salire sul monte in compagnia di Gesù, per imparare a vedere e ad ascoltare.

Salire sul monte. È il monte dell’interiorità cercata e consapevole. Come chi decide di fare un’escursione in montagna, si attrezza e sa dove vuole arrivare, così noi dobbiamo destinare un tempo al silenzio per poter rientrare in noi stessi e avere coscienza che non siamo alla ricerca di un generico benessere interiore, ma alla ricerca di Dio e solo in Dio troveremo anche noi stessi. La consapevolezza cristiana ci dice che non siamo soli, perché noi siamo già stati trovati da Dio: la nostra interiorità di battezzati è abitata dallo Spirito Santo e con Lui sono presenti il Padre e il Figlio, la Trinità Santissima. Noi siamo immersi nella loro presenza, a volte piena e gioiosa, altre volte solo desiderata, qualche volta addirittura come lontana.

In compagnia di Gesù. Per questo saliamo sul monte in compagnia di Gesù. Concretamente cosa vuol dire? Due cose: preghiera e Parola. Coltivare il dialogo con il Signore e mettersi in ascolto della Parola di Dio, prendendo fisicamente in mano la Sacra Scrittura: Abbiamo anche, solidissima, la parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e non sorga nei vostri cuori la stella del mattino.

Per imparare a vedere e ad ascoltare. Questa ascensione interiore ci apre gli occhi, come quando salendo in alto si giunge a un punto panoramico; ci allena ad ascoltare in profondità, come salendo in montagna impariamo ad ascoltare il silenzio che parla, anche se normalmente è soffocato dal vociare del mondo. Nel silenzio della preghiera impariamo a riconoscere i segni della presenza di Dio nella nostra vita e nella storia, ma anche ad accorgerci degli altri, dei loro bisogni, del dolore del mondo e a farcene carico. Il dialogo con Dio aguzza la vista e apre il cuore all’intercessione e alla condivisione. Immersi nella Parola impariamo ad ascoltare ciò che Dio dice proprio a noi, ma anche ad ascoltare davvero chi ci sta vicino per costruire relazioni un po’ più vere e profonde.

Auguro a me e a ciascuno di voi di salire sul monte in compagnia di Gesù per imparare a vedere e ad ascoltare!

 

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