Cari fratelli e sorelle, celebriamo Pasqua in mezzo ad avvenimenti gravi che feriscono la dignità e l’integrità delle persone, delle famiglie e dei popoli. Parole insensate di supremazia, di vendetta, di minaccia inquinano i discorsi dei potenti; avidità e prepotenza generano gesti scellerati che condannano a morte migliaia di persone innocenti e producono odio e distruzione. Le tenebre sembrano avere il sopravvento e spegnere ogni speranza.
Mi immagino che sentimenti simili potessero abitare il cuore di Maria di Magdala e dell’altra Maria mentre si recavano al sepolcro. Proprio a loro, sconsolate e intimorite, viene rivolta dall’angelo una parola, confermata da Gesù stesso: Voi non abbiate paura! Presto, andate a dire ai suoi discepoli: “È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete”.
Sono le parole che ci vengono consegnate in questa Pasqua 2026. Sono le parole della fede che scaturisce dalla Risurrezione di Gesù. Durante l’Ultima Cena, parlando della sua Passione e delle persecuzioni future contro i discepoli, aveva dichiarato: Vi ho detto questo perché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazioni, ma abbiate coraggio: io ho vinto il mondo! (Gv 16, 33).
La certezza della vittoria di Gesù non ci rende passivi di fronte al male del mondo. Piuttosto ci fa partecipi e collaboratori della sua azione. Come?
Innanzitutto convertendo la nostra vita: Celebriamo… la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con àzzimi di sincerità e di verità. Il male va prima di tutto estirpato dal mio cuore e dalla mia intelligenza.
In secondo luogo imitando Gesù che passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo. Quante occasioni ho quotidianamente per dire parole di pace e porre gesti di pace che possono diventare semi per una cultura di pace.
Infine annunciando e testimoniando a tutti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome. Con la mia vita posso testimoniare la misericordia di Dio, principio di riconciliazione universale.