Il Padre della gloria… illumini gli occhi del vostro cuore
per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati,
quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi.
L’augurio orante dell’Apostolo ci invita a riflettere su chi siamo noi agli occhi di Dio. Chi siamo davanti a Lui e per Lui?
Se guardiamo a noi stessi con gli occhi della carne, ci scopriamo piccoli e fragili, con il sogno di volare in alto, ma dotati di ali di cera che ci precipitano in basso. Se poi allarghiamo lo sguardo, constatiamo che la fragilità e anche le brutture che ci portiamo dentro assumono dimensioni planetarie, generando violenza, guerre e persecuzioni con i loro corrispettivi di sofferenza, oppressione e miseria. Verrebbe da gridare con Paolo: Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? (Rm 7, 24).
E invece arriva Natale. Le tenebre della depressione vengono squarciate: E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. Nel Verbo era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. La risposta di Dio è molto diversa dalla nostra. Il segreto della vita dell’uomo, di ogni uomo, è nascosto nel Verbo Creatore, è il Verbo creatore; il Verbo di Dio è la luce che illumina ogni uomo che viene al mondo, e le tenebre del male non possono vincere questa luce. Chi accoglie Gesù, il Verbo fatto carne, viene rigenerato da Dio come figlio: A quanti… lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.
Nella fede, il nostro sguardo contempla uno scenario totalmente diverso. La Sapienza di cui parla la prima lettura, la Sapienza che presiede alla creazione divina del mondo, cioè il Verbo, non abita più solo nei cieli, ma ci viene incontro nel cuore dell’umanità: Ho posto le radici in mezzo a un popolo glorioso, nella porzione del Signore, sua eredità (Sir 24, 12). Il Dio Santo è Dio-in-mezzo-a-noi, Emanuele, Dio con noi.
È questa una parola di grande speranza: Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. Chiunque io sia, Dio mi conosce, perché la sua Sapienza mi precede, perché sono creato a immagine del suo Figlio, perché il suo sangue scorre nelle mie vene.
Le nostre vie possono essere a volte oscure, segnate dal male oppure incomprensibili a noi stessi, ma alla Sapienza divina nulla sfugge. Dietro il mistero della nostra vita c’è uno sguardo più profondo che tutto penetra e tutto guida a compimento nell’amore.
La nostra vita può raccogliere consensi o andarsene nel nascondimento, può essere osannata o umiliata, sana o ammalata, giovane o anziana, virtuosa o peccatrice, ma è e rimane una vita BENEDETTA, perché redenta nel sangue di Gesù, glorificata nella sua Risurrezione, ricapitolata nel suo amore: In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo.