Via Crucis cittadina

29-03-2024

Carissimi, abbiamo ripercorso con Gesù la via della Croce. Ognuno di noi portava nel cuore sofferenze e speranze, progetti e preoccupazioni che hanno forse ricevuto luce, conforto, indicazioni di vita. Facciamone tesoro!

Da parte mia, vi invito a fermare l’attenzione sulle cadute di Gesù. Non sono raccontate dai Vangeli; sono state introdotte dalla pietà cristiana, partendo dall’esperienza della vita, spesso toccata dalle cadute, e dalla fede nell’incarnazione del Figlio di Dio che non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso… diventando simile agli uomini (Fil 2, 6-7).

I testi biblici che hanno accompagnato le stazioni delle cadute offrono tre piste di meditazione e di preghiera che possono abitare il silenzio del Sabato Santo.

Prima caduta: Egli è stato trafitto per le nostre colpe… per le sue piaghe noi siamo stati guariti (Is 53, 5). Gesù cade perché, innocente e puro, prende su di Sé il peso del peccato del mondo che lava con il suo Sangue. Adoriamo il mistero di questo amore estremo (cfr Gv 15, 13) e preghiamo invocando il perdono dei peccati, nostri e di tutti. Chiediamo la conversione dei peccatori, riconoscendo di essere i primi della lista.

Seconda caduta: La mia vita è incollata alla polvere: fammi vivere secondo la tua parola. Io piango lacrime di tristezza; fammi rialzare secondo la tua parola (Sl 119, 25.28). Gesù cade sotto il peso della violenza fratricida degli uomini: quanta sofferenza innocente a motivo di guerre, ingiustizie, prevaricazioni personali e collettive! Gesù cade per raggiungere questa umanità incollata alla polvere e grida per loro e con loro al Padre suo: Fammi vivere … fammi rialzare secondo la tua parola. Uniamoci alla preghiera di Gesù e coltiviamo con gesti concreti di impegno civile e culturale e con gesti di condivisione la speranza di un futuro di pace, di giustizia e di fraternità per tutti. Gesti piccoli, quotidiani, se sinceri, sono semi che Dio, misteriosamente, fa crescere.

Terza caduta: Io sono l’uomo che ha provato la miseria sotto la sferza della sua ira. Egli mi ha guidato, mi ha fatto camminare nelle tenebre e non nella luce. Ha sbarrato le mie vie con blocchi di pietra, ha ostruito i miei sentieri (Lam 3, 1-2.9). Gesù cade assieme agli uomini e alle donne soli, traditi, ammalati nel corpo e nella psiche, poveri ed emarginati. Preghiamo per questi nostri fratelli e sorelle feriti e facciamoci profeti di vita: proviamo a lavorare per ricreare reti relazionali di prossimità là dove viviamo; visitiamo e portiamo il conforto della vicinanza, della parola, della preghiera insieme a chi non può uscire di casa o vive in strutture di accoglienza o è ricoverato in ospedale. La nostra testimonianza dica che c’è una via alternativa a quella di dover scegliere la morte – oggi tristemente propugnata e camuffata come diritto -, è la via del prenderci cura gli uni degli altri, del chiedere che anche le istituzioni facciano la loro parte perché tutti abbiano accesso alle cure e all’assistenza di cui hanno diritto.

Queste meditazioni e queste intercessioni ci preparino a celebrare la risurrezione di Cristo, alba sempre nuova di rinascita, per noi, per l’umanità intera.

Santa Pasqua a tutti!

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