Missa in Cœna Domini

27-03-2024

Cari fratelli e sorelle,

se un nostro conoscente che non frequenta la Chiesa ci chiedesse di dirgli un buon motivo per andare a Messa, che cosa gli diremmo? Mi piacerebbe che ognuno di noi provasse a rispondere. Prendiamolo come un compito a casa per questa notte eucaristica. È anche un modo per verificare le nostre motivazioni.

Raccolgo un suggerimento dal Vangelo: Prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine. La Messa è la celebrazione di questo amore di Gesù per noi portato al massimo: Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici (Gv 15, 13)! Gesù è venuto perché noi potessimo avere la vita e averla in abbondanza (cfr Gv 10,10). E la vita di fede, amore e speranza scaturisce dalla sua Pasqua, dall’amore più grande, dall’alto della Croce!

Il gesto della lavanda dei piedi, che tra poco rivivremo, ci aiuta a riconoscere e contemplare il mistero nascosto nella celebrazione eucaristica: l’abbassamento di Dio, il suo inginocchiarsi davanti all’uomo e consegnarsi nelle sue mani. Dal dialogo di Gesù con Pietro raccogliamo un particolare importantissimo: Se non ti laverò, non avrai parte con me. Il Figlio di Dio che si umilia e prende la forma del servo (cfr Fil 2, 7) è la strada che Dio ha scelto per purificare l’uomo dal peccato e accoglierlo nella sua comunione. Noi possiamo andare a Dio perché Dio prende l’iniziativa di aprire la strada e di percorrerla per primo verso di noi.

È tutto questo che noi celebriamo nell’Eucaristia.

L’esperienza eucaristica, di volta in volta, ci introduce sempre nuovamente nel movimento dell’amore divino che ci viene incontro, ci purifica e ci plasma alla scuola del Cristo: Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. Da Gesù che lava i piedi ai suoi discepoli impariamo a prenderci cura gli uni degli altri nel quotidiano servizio vicendevole dell’amore. Assieme a Pietro, impariamo anche a lasciarci amare e accompagnare, a riconoscere il nostro bisogno di essere sempre di nuovo perdonati da Dio. Lavarci i piedi gli uni gli altri significa anche perdonarci instancabilmente gli uni gli altri, come Dio perdona noi. Accolti stasera alla Cena del Signore, purificati dal Sangue di Cristo versato per noi, lasciamo maturare in noi il frutto del perdono. Ai piedi di Gesù, adoriamo il suo amore e gettiamo in Lui ogni forma di rancore, di acredine, di animosità verso il prossimo per essere liberi di camminare verso la Pasqua di risurrezione che sia rinascita piena della nostra vita.

Il Signore ci conceda questa grazia per noi, per le nostre famiglie e per le nostre comunità. Amen.

 

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