Domenica delle Palme e della Passione del Signore

24-03-2024

All’inizio della celebrazione siamo stati invitati a seguire con fede e devozione il Signore, facendo memoria del suo ingresso nella città santa, per essere resi partecipi della sua morte e risurrezione. Questo desideriamo vivere durante la Settimana santa, seguire Gesù nel suo cammino pasquale. Il racconto della Passione ne ha già delineato le tappe: l’ultima cena, l’agonia sul monte degli ulivi, la passione-morte-sepoltura, la resurrezione, appena evocata.

Ci viene suggerito un percorso spirituale,   accompagnare Gesù con fede e devozione.

Accompagnare Gesù vuol dire cercare di vivere questi giorni in dialogo con Lui, coltivando un po’ di più, mediante il silenzio e la preghiera, l’interiorizzazione della Parola e della Liturgia. Vuol dire cercare di entrare nel suo cammino interiore intessuto di amore e obbedienza verso Dio: «Abbà! Padre! Tutto è possibile a te: allontana da me questo calice! Però non ciò che voglio io, ma ciò che vuoi tu». È l’umanità vera di Gesù che reagisce alla sofferenza, all’abbandono, all’ingiustizia. È l’umanità divina di Gesù che trasforma l’ingiusto giudizio degli uomini in obbedienza al Padre, riscattando e riparando la disobbedienza di Adamo e dei suoi figli: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti».

Rinnoviamo la nostra fede, ripetendo con il cuore e la mente: «Sei tu il Salvatore del mondo! Tu ci doni la grazia del perdono dei peccati, ci apri la strada di un rapporto diretto e filiale con Dio, ci doni il tuo Spirito che ci rende forti per vincere il male e capaci di amare Dio e il prossimo».

Lo seguiamo con devozione cioè con venerazione e amore per la sua persona, facendo nostre le parole dell’Apostolo: Questa vita, che io vivo nel corpo, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha consegnato se stesso per me (Gal 2, 20). «E io, Gesù, come rispondo al tuo amore?». Ci aiuta San Giovanni: Egli ha dato la sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i fratelli (1 Gv 3, 16). La passione di Cristo ci spinge a caricare sulle nostre spalle la sofferenza del mondo, con la certezza che Dio non è distante, perché si è fatto uno di noi per entrare nella nostra sofferenza e con-patire con ogni sofferente portando la consolazione della sua vicinanza e del suo amore (cfr Benedetto XVI, Discorso al termine della Via Crucis con i giovani, Madrid 19 agosto 2011).

 

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