Servizi Diocesani

Inchiesta Diocesana

sulla vita, sulle virtù eroiche e sulla fama di santità e di segni della Serva di Dio Aurelia Oreglia (Leletta) d'Isola

Aurelia Oreglia d'Isola (Leletta) nasce a Torino il 1 ° aprile 1926, Giovedì Santo da famiglia di antica nobiltà. Viene battezzata la Domenica in Albis dell' 11 aprile dello stesso anno.
Tutta la sua infanzia è vissuta nel castello avito a Bagnolo Piemonte (Cuneo). Il 16 ottobre 1939 muore il fratellino Saverio e dall'anno seguente fino al 1943, Leletta conosce lo sfollamento a Bagnolo e una crisi giovanile di fede che si risolverà nel 1943-'44 quando, con la conoscenza di padre Enrico di Rovasenda o.p., si converte, si orienta verso l'Ordine Domenicano e decide di studiare filosofia.
Durante la guerra civile, dal 1943 al 1945, Leletta condivide l'impegno antifascista della famiglia e di questi anni ha lasciato pagine di diario indimenticabili.
Il 9 giugno 1944 Leletta si consacra a Maria nella Congregazione mariana e due anni dopo, il 7 dicembre 1946, conosce il suo primo confessore al Cenacolo di Torino, il salesiano don Lupo. Pochi giorni dopo Leletta entra, prendendo il nome di Consolata, nella comunità domenicana Caterinianum.
Iniziata da Suor Domenico, la comunità organizzava attività culturali a carattere teologico per il laicato torinese. Ma nel settembre del 1948 Leletta si ammala gravemente e viene portata a Lourdes dove attinge la forza per vivere ancora e per lasciare l'amato convento. Infatti l'8 settembre 1948 Leletta lascia definitivamente la vita comunitaria domenicana, ma conserva nel cuore il nome di "Consolata" per tutta la sua esistenza.
Leletta riprende gli studi universitari interrotti e l' 11 novembre 1950 si laurea in filosofia presso l'Università di Torino e segue corsi di Teologia nella città torinese.
La spiritualità domenicana era il campo della sua vocazione, e Leletta, dopo il forzato abbandono della comunità Caterinianum vuole diventare Terziaria attraverso la professione dei consigli evangelici nel Terz'Ordine Domenicano. Da Terziaria Leletta si dedica all'insegnamento,
offrendo agli allievi, con la sua presenza innovativa ed illuminata, una preparazione rigorosa e corretta ma aperta al trascendente.
Negli anni 1950-1955, insegna come supplente a Bra e il 13 dicembre 1955 vince il concorso per la cattedra di Storia e Filosofia. L'anno seguente Leletta insegna Filosofia al Liceo Scientifico di Chieti e nel 1959 ottiene il trasferimento ad Aosta dove insegna per otto anni al Liceo Classico.
Questi anni la vedono "sopportare" la morte del padre, della madre, di padre Pera, suo formatore e direttore fin dai primi anni dell'Università, e l'aggravarsi della sua malattia.
Dopo il forzato abbandono dell'insegnamento dovuto alle sue condizioni di salute, Leletta è accolta al Priorato di Saint-Pierre dove si offrì di ricevere, accogliere e orientare le persone che da lei aspettavano guida, luce, conforto, consolazione e di condividere in modo gioioso ed eroico, i frutti della sua contemplazione. E' la portinaia del Priorato, colei che dirige spiritualmente numerosissime persone grazie ad una intensa vita contemplativa e ad una efficace azione apostolica.
A Saint-Pierre, Leletta conosce il Rettore del Priorato, don Commod il quale diventa la sua guida spirituale fino alla morte del sacerdote (1974) e con lui prega e lavora per l'opera degli esercizi spirituali e condivide il desiderio di avere un Monastero di vita contemplativa in Valle d'Aosta. Il suo tenace lavoro per la fondazione di un Monastero contemplativo in Valle d'Aosta è coronato con la realizzazione del Carmelo Mater Misericordiae, benedetto dal Santo Padre il 16 luglio 1989. Due anni prima, 1987, Leletta promuove la fondazione di un monastero cistercense a Prà d'Mill (Bagnolo) donando insieme al fratello la proprietà e gli antichi edifici che ne costituiranno il primo nucleo.
Dopo una lunga malattia sopportata eroicamente, il 18 agosto 1993, nella celletta del Priorato di Saint-Pierre l'anima di Leletta spicca il volo verso il cielo.
La sua salma, composta in una sala ubicata a pianterreno del priorato di Saint-Pierre, riceve la visita di numerosissime persone e ininterrottamente si elevano per lei preghiere di suffragio e di intercessione.
La sua stessa morte e la celebrazione delle sue esequie, alle quali hanno partecipato anche numerose persone che godono di autorità morale e rivestono alti incarichi ecclesiali o statali, hanno testimoniato non solo la
fama di santità della quale Leletta ha sempre goduto, ma anche della venerazione privata che vigeva nei suoi confronti.
Il fatto che un gruppo di amici e di persone che la stimavano hanno speso energie, tempo e denaro per pubblicare i suoi scritti e le loro riflessioni e ricordi su di lei e che ancor oggi, a distanza di 13 anni dalla morte di Leletta, ogni anno e in diverse occasioni, i suoi amici e i suoi estimatori si riuniscano per parlare di lei, del suo amore per Dio e per i fratelli e di ciò che di bene ha lasciato al mondo, è un segnale inequivocabile che la memoria di Leletta è vivissima non solo nel cuore e nella mente di coloro che l'hanno conosciuta e hanno potuto apprezzare le sue doti e le sue qualità, ma anche in coloro che la sentono amica e sorella dai suoi stessi scritti e dalle sue e altrui testimonianze letterarie.

Servizio del Patrono Stabile presso la Diocesi di Aosta

Qui sotto è possibile prendere visione e stampare le informazioni generali sul servizio ed il questionario da resentare compilato in occasione dell'incontro con il Patrono stabile.

Il Patrono stabile che offre servizio nella Diocesi di Aosta è il Dott. Stefano Ridella, avvocato rotale. È possibile fissare un incontro contattando il Vicario Generale (Can. Franco Lovignana) presso la Curia Vescovile di Aosta al numero telefonico 0165.238515 dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 12.00.

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