San Pietro in Vincoli
Sviluppatasi lungo la monumentale strada romana per le Gallie, di cui conserva imponenti vestigia, Donnas ha onorato a lungo la sua vocazione di luogo di transito. Due ospedali vi furono fondati nel Medioevo per l'accoglienza dei poveri viandanti: l'uno dipendente dalla Collegiata di S. Orso d'Aosta; l'altro, gestito a partire dal 1629 da una comunità di Cappuccini.
La via che attraversa il borgo, chiusa alle estremità da una porta medievale e un arco romano, fu strada di traffico di uomini e merci fino alla metà del XIX secolo, allorché fu realizzata una nuova strada (l'attuale statale) tra il borgo stesso e il letto della Dora Baltea. La coltivazione della vite caratterizza il paesaggio collinare. La produzione di un vino pregiato, unitamente alla fiera del legno dì S. Orso (che si tiene ogni anno, verso metà gennaio), è tra le tradizioni che la località ha saputo conservare nel tempo.
Nell'ultimo quarto del XIX secolo la comunità di Donnas trasse beneficio dall'arrivo in paese della famiglia di industriali tedeschi Selve, cui si deve la fondazione delle Scuole e dell'Asilo infantile e varie altre iniziative benefiche.
Il territorio comunale di Donnas comprende due parrocchie: oltre a quella del capoluogo, sotto il titolo di San Pietro in Vincoli, esiste infatti la parrocchia di Vert, comprendente le frazioni alla destra orografica della Dora (ad eccezione di Outrefer, dipendente dalla prima). Documentata già nel 1176, questa rimase per secoli affiliata a quella di Donnas, fino all'erezione a parrocchia autonoma, avvenuta nel 1837. Fino al 1614, inoltre, appartenne alla circoscrizione parrocchiale di Donnas anche il territorio di PontSaintMartin.
La parrocchia
La chiesa parrocchiale di S. Pietro di Donnas è menzionata per la prima volta in una bolla del papa Alessandro III del 20 aprile 1176, tra i possessi del vescovo di Aosta. Già l'anno successivo, tuttavia, in un altro documento dello stesso pontefice, figura alle dipendenze della prevostura del Gran San Bernardo. Per vari secoli i parroci di Donnas furono scelti tra i canonici di questa congregazione. All'inizio del XVI secolo la parrocchia fu per qualche tempo assegnata in commenda a parroci nominati dalla Santa Sede. Successivamente, il diritto di nomina del parroco tornò per sempre al vescovo.
La chiesa
Non si conosce l'ubicazione della prima chiesa parrocchiale, che la tradizione ritiene essersi trovata in fraz. Treby. Sarebbe stata un'alluvione a distruggerla, tra il XII e il XIII secolo.
Certo è che nel 1277 la chiesa si trovava nel luogo ove sorge l'attuale, ricostruita interamente negli anni 18281831 ad opera dell'impresario Vittorio Valz di Andorno su progetto dell'architetto Antonio Delleani. Dalla chiesa originaria potrebbe provenire il bassorilievo col busto di san Pietro benedicente con le insegne papali, inserito nel muro del campanile.
Il portale della facciata, col motivo dell'arco carenato appena accennato, fu realizzato su disegno dei fratelli valsesiani Francesco e Lorenzo Avondo, cui si deve la decorazione interna della chiesa.
L'interno è a tre navate, scandite da pilastri quadrati che sorreggono archi a pieno centro. Oltre all'altare maggiore, in marmo policromo con grandioso baldacchino, vi sono quattro altari laterali, realizzati dagli imprenditori milanesi Danieli. Nella navata sinistra sono visibili l'altare di S. Lucia, con un dipinto firmato "Avondo 1832 ", raffigurante i santi Lucia, Apollonia, Orso e Pantaleone, e quello di S. Giuseppe, la cui pala dipinta è ora conservata nel coro. Nella navata destra si trovano gli altari della Madonna del Rosario (l'originale statua lignea della Vergine è conservata in luogo sicuro) e di S. Antonio da Padova. Alle pareti del coro sono appesi due quadri sei-settecenteschi, già adattati agli altari di S. Giuseppe (tela con san Giuseppe raffigurato tra un santo ignoto e san Grato) e S. Antonio (tela con S. Michele Arcangelo, S. Nicola e S. Antonio abate), il pulpito, la tribuna per la cantoria e il battistero sono dovuti allo scultore Giacomo Badarelli, di Campertogno in Valsesia. Particolarmente ricca è la decorazione del pulpito, i cui pannelli sono intagliati con episodi della vita di san Pietro: la pesca miracolosa, la Trasfigurazione, alcune guarigioni di infermi, la liberazione dal carcere e, infine, il martirio sulla croce.
Il coro presenta a sua volta una ricca boiserie, mentre due pregevoli armadi in noce con ante intagliate sono conservati nella sacristia (bell'esempio di armadio per paramenti e suppellettili liturgiche) e nella sala parrocchiale.
Le cappelle
Le cappelle sparse sul territorio sono numerose e alcune di grande importanza. La più antica e rilevante è probabilmente la cappella di S. Orso (ricorrenza il 1' febbraio). Sorge all'estremità occidentale del Borgo medievale e sarebbe stata fondata per salvaguardare le case dalle frequenti e pericolose inondazioni della Dora. Ricostruita nel XVII secolo, porta scolpita sull'architrave dell'ingresso la data 1692. Il bel portale in pietra risulta una copia in scala ridotta di quello della parrocchiale dì Issime (1685 ca.). All'interno è conservato un insolito pulpito con pannelli dipinti su fondo dorato con figure di santi e ghirlande di fiori.
Cappella di S. Rocco (16 agosto) in frazione Martorey, prospiciente la strada statale, non lontana dai due monumentali platani centenari della villa De La Pierre. In zona è segnalata una cappella fin dal 1562: l'attuale è però stata fondata nel 1663 e restaurata nel 1762.
L'interno è piuttosto spoglio; la facciata, parzialmente protetta da un avantetto, presenta un affresco del 1862 del pittore Pier Carlo Nomaglio raffigurante la Madonna incoronata di stelle circondata da san Rocco, cui è dedicata la cappella, e da san Grato, patrono della diocesi di Aosta.
Cappella del Sacro Cuore (si festeggia il venerdì dopo la solennità del Corpus Domini) nella cinta dell'ottocentesco complesso del convento delle Suore di San Giuseppe, trasformatosi nel 1974 nella casa di riposo "Domus Pacis".
Risale al 1898 e conserva all'interno una grande tela del pittore Ponchia raffigurante l'apparizione del Sacro Cuore a santa Margherita Maria Alacoque.
La cappella di Bondon, nell'omonimo villaggio sulla collina del paese, tra i castagni, è dedicata allo Sposalizio della Vergine.
La cappella di Albard si trova alle porte dell'omonimo villaggio. Dedicata alla Traslazione delle reliquie di san Grato (festa il 27 marzo, che qui si celebra il 1° maggio), ha facciata datata 1756 e affrescata con scene della Deposizione della Santa Croce sotto una gloria di angeli.
Nell'alpeggio di Verale, a 1215 m, sorge la cappelletta dedicata alla Trasfigurazione di Nostro Signore (festa il 6 agosto), fondata nel 1753 e recentemente ristrutturata dagli "amici di Verale".
A Pedelès, che significa letteralmente "ai piedi delle rocce (les)", sorge una semplice cappella dedicata a Santa Maria Addolorata e Assunta. Vi si festeggia la Madonna il primo sabato dopo l'Assunta. La cappella è raggiungibile solo a piedi, in quindici minuti, dalla strada delle vigne di Reisen.
