San Pantaleone
Situato su un terrazzo a 1800 metri di quota, sulla riva sinistra del Marmore nella Valtournenche, Chamois è uno dei comuni più alti d'Europa. I sei villaggi che lo compongono erano accessibili un tempo solo attraverso due mulattiere che salivano da Châtillon e da Buisson. Dal 1955 sono collegati al fondovalle da una funivia. Chamois è una località davvero unica, povera di comodità, ma ricca di tranquillità, per chi voglia disporre l'animo alla contemplazione delle meraviglie della natura. La chiesa parrocchiale, le quattro cappelle rurali e le numerose croci collocate negli alpeggi e negli incroci delle mulattiere stanno a testimoniare ancora oggi la fede degli antenati.
La parrocchia
Il territorio di Chamois dipese dalla parrocchia di Antey sino al XVII secolo. I disagi cui erano sottoposti i suoi abitanti nella partecipazione alle funzioni liturgiche (soprattutto in inverno, e in occasione dei battesimi e dei funerali) indussero l'autorità diocesana a fondarvi una rettoria, di cui si ha notizia dal 1621; nel 1632, in seguito ad alcuni restauri, il vescovo di Aosta mons. Vercellin consacrò la cappella.
L'iniziativa della fondazione della parrocchia di Chamois, dedicata a san Pantaleone, spetta però al curato di Antey Martin Jeanthon, nativo di Chamois. Su sua istanza monsignor Bailly l'11 luglio 1681 erigeva in parrocchia la suddetta cappella che, essendo insufficiente alle esigenze del culto, fu interamente ricostruita alcuni anni dopo e ufficialmente consacrata nel 1707 da monsignor Milliet d'Arvillars.
L'edificio aveva un orientamento diverso da quello attuale: la facciata era sul lato dove ora esiste il presbiterio, come sta ancora a testimoniare il piccolo campanile a vela.
San Pantaleone
Pantaleone, medico di Nicomedia, fu martirizzato secondo la tradizione il 27 luglio di un anno compreso tra i1250 e il 310 d.C. Le sue virtù di santo taumaturgo lo hanno reso molto popolare anche nella diocesi di Aosta, dove gli sono state dedicate quattro parrocchie e ben tredici cappelle di villaggio. E' sempre rappresentato con i suoi "ferri del mestiere": un vaso di unguenti o una scatola di medicinali, un mortaio o un attrezzo chirugico, un coltello o delle tenaglie.
La chiesa
Nel 1838 l'edificio sacro, completamente trasformato ed ampliato, assunse l'aspetto che conserva ancora oggi, con facciata e campanile ad est e presbiterio con volta e cupola ottagonale ad ovest. La pianta della chiesa è a navata unica, con abside quadrangolare; il campanile è provvisto di quattro campane.
L'altar maggiore del XVIII secolo, in legno intagliato, dipinto e parzialmente dorato, proviene dall'antica parrocchiale di Torgnon, da dove è stato trasferito nel corso dell'Ottocento. Su di esso trovano posto, tra due semicolonne tortili con angeli, una statua della Madonna con il Bambino (che ha recentemente preso il posto di una tela ottocentesca raffigurante l'Immacolata Concezione); due statue di san Pantaleone e santa Barbara; le statue lignee di un santo Papa e un santo Vescovo, di sant'Antonio abate e san Lorenzo con la graticola; in alto, il Padre Eterno benedicente con il mondo nelle mani e figure di angeli musicanti. Gli altari laterali sono dedicati alla Madonna (lato sinistro) e alla Santa Famiglia (lato destro).
La mensa dell'Eucarestia è opera della scuola "Don Bosco" di Châtillon, a cui spetta anche il recente restauro del battistero del XVIII secolo.
Nel piccolo museo della parrocchiale sono da segnalare una croce astile del XV secolo e un calice in argento a sei lobi dell'inizio del Seicento. Dal 1838 la chiesa parrocchiale non ha subito modifiche di rilievo; fu sola mente asportato un piccolo pronao, che si trovava dove attualmente si apre la prima porta a sinistra per chi guarda la facciata. Venne dipinta una meridiana, recante una scritta relativa all'inesorabile trascorrere del tempo.
Gli ultimi lavori di manutenzione e di restauro in chiesa risalgono al 1988, quando furono risanati i muri perimetrali, semplificate le pareti interne della navata e del presbiterio, tutte costellate da fiorellini e crocette, e all'ingresso fu costruita la bussola.
Ad occidente della chiesa fu edificata nel 1844 l'odierna canonica, adibita, oltre che ad abitazione del parroco, a scuola e a pronto soccorso.
Le Cappelle
La cappella dell'Addolorata a Suisse.
Una cappella intitolata all'Addolorata (Notre Dame de Pitié), fondata nel 1707 e restaurata nel 1747, poi abbandonata, doveva sorgere nel villaggio di Suisse più a est dell'attuale, a monte delle abitazioni. Forse agli inizi dell'Ottocento essa andò distrutta in seguito ad uno smottamento del terreno; si salvò soltanto una piccola statua lignea raffigurante la Pietà, in legno intagliato e dipinto (secoli XVII-XVIII). All'inizio del secolo gli abitanti di Suisse, allora molto più numerosi, ottennero di ricostruire la cappella nel luogo dove essa sorge attualmente. Ultimato nel 1929, a cura del rev. Baudin, l'edificio fu ulteriormente risistemato a cura del can. Lettry, nativo del luogo, dopo la seconda guerra mondiale. All'interno sono conservate l'antica statua della Pietà e una tela dei secoli XVIII-XIX, che rappresenta la SS. Trinità e che probabilmente proviene dall'omonima cappella. Vi si celebra l'Eucarestia il 9 agosto.
La cappella della SS. Trinità e di San Rocco.
Dal capoluogo una strada a mezza costa, quasi in piano, raggiunge il torrente Chamois. A pochi metri dal ponte, seminascosta tra i larici, sorge la cappella della SS. Trinità, fondata nel 1691, che in occasione di restauri avvenuti nel maggio 1880
ricevette anche il titolo di San Rocco. Nel 1919 la facciata fu decorata con l'immagine di Maria e motivi floreali, tra i quali erano inseriti cartigli con alcune didascalie. Nel 1979 il parroco don Barrel ha provveduto al rifacimento del tetto. L'ultimo restauro risale al 1996. Nell'interno, che conservava soltanto più una statua in gesso raffigurante san Rocco, è stata collocata una tela con il Battesimo di Gesù, del pittore A. Tentarelli di Chiaverano. In questa cappella si festeggia ogni anno san Rocco il 16 agosto.
La cappella della Trasfigurazione a Crépin.
Oltre il villaggio di Crépin, lungo le rive del torrente, vicino ai ruderi di due case diroccate e di un vecchio mulino, sorge una cappelletta a pianta circolare (due metri circa di diametro), sulla cui porta di ingresso è rappresentato un paesaggio con la scritta "Le Mont Thabor". Essa venne eretta su di una struttura preesistente nel 1856 dal padre missionario B. Ducly, abbandonata nel 1927 e restaurata nel 1943. Oggi appartiene a diversi proprietari ed è assai fatiscente. A mala pena si riescono ad intravvedere ancora sulle pareti interne gli affreschi di Cristo benedicente e del costruttore, la cui mano destra indica la scritta "Il faut aimer IHS"; sul soffitto ligneo una mano emergente dalle nubi regge una bilancia.
La cappella di Domenico Savio al Col Clavalité.
Nel 1970 il signor Amato Gorret di Valtournenche fece costruire a 2500 metri di quota, sul displuvio del Col Clavalité, una cappella a forma di semibotte, con la porta di accesso verso Chamois. Vi si celebra la messa il 1° ed il 5 di agosto.
