San Nicola
Le prime notizie storiche sicure che attestino l'esistenza di una comunità a Champorcher risalgono al XIII secolo, quando i potenti signori di Bard vi esercitavano il loro dominio, Il territorio di Champorcher è stato, in seguito, diviso in due parti (ressorts) tra i due fratelli Ugo e Guglielmo di Bard. Nel 1242, il castello e la metà del feudo di Champorcher di Ugo passarono ai Savoia, in seguito al suo rifiuto di riconoscere la dipendenza feudale dal conte Amedeo IV. Nei secoli successivi e fino alla metà del Settecento, i Savoia concessero questo ressort in feudo a diversi signorotti locali. L'altra metà restò invece ai discendenti di Guglielmo di Bard (divenuto nel 1214 signore di Pont-SaintMartin) fino al 1737, quando, a causa dell'estinzione della famiglia, passò anch'essa ai Savoia, per essere infine venduta nel 1746 ai Freydoz.
Alla fine del XVIII secolo, con l'affrancamento dai censi feudali, gli abitanti finalmente acquisirono il diritto di proprietà sulle terre che da sempre lavoravano.
Nel 1799, 1801 e 1853 proprio da Champorcher ebbero origine le tre "insurrections des Socques" (rivolte di contadini, calzati per l'appunto di "socques", zoccoli con la suola in legno e la tomaia in cuoio), causate da provvedimenti antireligiosi del governo rivoluzionario le prime due, e da pesanti imposizioni fiscali la terza.
La parrocchia
Citata per la prima volta nella bolla di papa Alessandro III del 20 aprile 1176, in cui sono elencate le chiese dipendenti dal vescovo di Aosta, la parrocchia di San Nicola di Champorcher compare in seguito in un documento del 1269 tra quelle dipendenti dall'arcidiacono. La parrocchia comprese, fino al 1625, anche il territorio di Pontboset, da quella data costituito in parrocchia autonoma.
La chiesa
È dedicata a san Nicola, vescovo di Mira (Turchia) nel IV secolo, le cui reliquie vennero traslate a Bari il 9 maggio del 1087. E' stata costruita, come la vediamo oggi, negli anni tra 111728 e il 1732 dal capomastro valsesiano Jean Fer, con la collaborazione concreta degli abitanti, che fornirono materiali e manodopera.
La chiesa originaria pare coincidesse, almeno nella parte del presbiterio, con la cappella del castello dei signori di Bard.
Nel 1532 la chiesa fu ricostruita una prima volta, come è attestato da una minuscola pergamena conservata in un reliquiario contenente le reliquie di San Nicola e San Giorgio.
Nel 1741 fu realizzato l'altar maggiore, ad opera di un altro artista della Valsesia, Giovan Battista Gilardi. In stile tardo barocco, comprende la statue di san Nicola al centro, san Grato (vescovo di Aosta nel v secolo e patrono principale della diocesi) e san Giocondo (suo successore), sovrastate da quella della Madonna, a sua volta collocata sotto il fastigio con la statua del Padre Eterno.
Dei quattro altari laterali, tutti in legno intagliato, dipinto e parzialmente dorato, il più antico è quello di Sant'Antonio, forse della stessa bottega dell'artista che realizzò l'altar maggiore. Gli altri tre altari (del Sacro Cuore, della Madonna e di San Giuseppe) sono stati rifatti contemporaneamente all'apertura delle due navate laterali, tra il 1864 e il 1868, da un artigiano di Brusson, Claude-Maurice Freydoz, utilizzando forse, in parte, anche statue di fattura precedente.
Da segnalare è l'arco trionfale all'ingresso del presbiterio, con crocefisso e statue della Madonna e san Giovanni, probabilmente del XVIII secolo. Nel 1895, le pareti interne sono state affrescate dai pittori Artari di Verrès.
Il museo parrocchiale
In fondo alla chiesa, nella navata sinistra, è stato recentemente allestito un museo parrocchiale che conserva ed espone oggetti sacri e statue prelevati dalla chiesa e dalle cappelle delle varie frazioni. Tra gli oggetti esposti alcuni meritano di essere segnalati per la loro bellezza e antichità: un reliquiario in rame dorato (XV sec.), un cofanetto in peltro per la custodia degli olii santi (XIV sec.), un bacile in ottone sbalzato (XV sec.), tutti restaurati di recente, e una croce astile (XV sec.).
Il santuario della Madonna delle Nevi al lago Miserin (2583 m)
È stato fondato nel 1658; l'attuale edificio è il risultato della ricostruzione operata nel 1881 su iniziativa dell'allora parroco Jean-Baptiste Danna e di Pierre Chanoux, sacerdote originario di Champorcher, noto botanico e rettore dell'Ospizio del Piccolo San Bernardo. Fu in parte bruciato nel 1945 e poi nuovamente restaurato. Ogni anno, il 5 agosto, da tempo immemorabile, vi si celebra la festa della Madonna delle Nevi, cui partecipano numerosi pellegrini, provenienti, oltre che da tutta la parrocchia, anche da Cogne, dalla Valsoana e da Fénis, località che nel passato intrattenevano costanti relazioni con Champorcher attraverso i colli.
Le cappelle di villaggio sono state costruite soprattutto nei secoli XVII e XVIII grazie ai lasciti testamentari degli abitanti. Solo alcune mantengono l'aspetto originale, mentre la maggior parte di esse è stata rifatta alla fine del secolo scorso o in questo secolo.
La cappella Vigneroisa è tra le più antiche: non si conosce la data esatta della sua fondazione, ma sembra che già nel 1601 sia stata ricostruita. E' intitolata a santa Maria Maddalena (festa il 22 luglio). E' stata rifatta nel 1768 e ancora restaurata nel 1821.
La cappella di Mellier è stata fondata con un lascito del 1635. È posta sotto il vocabolo di San Rocco, festeggiato ogni anno il 16 agosto. La cappella di Verana o La Grange, costruita nel 1744 e consacrata nel 1746, è intitolata all'Addolorata. E' stata restaurata nel 1996.
La cappella del Grand-Rosier risale almeno alla prima metà del XVII secolo. Nel 1709 fu ricostruita. L'affresco della facciata raffigura la Madonna col Bambino, affiancata da san Nicola e san Grato.
La cappella di Petit-Rosier, datata sul trave maestro 1878, è intitolata alla Immacolata Concezione.
La cappella di Outre-Lève, situata sulla sinistra orografica dell'Ayasse, è intitolata all'Esaltazione della Santa Croce: esisteva sicuramente già nel 1727, ed è stata ricostruita nel 1752. Sulla facciata sono dipinte le immagini della Madonna, di san Rocco, di san Nicola, di san Grato e di sant'Antonio.
La cappella di Salleret, dedicata a San Giovanni davanti alla Porta Latina, risale con ogni probabilità al secolo XVII.
La cappella di Chardonney, dedicata alla Madonna del Carmine e a san Pantaleone, la cui prima fondazione è ignota, è stata ricostruita, in una collocazione diversa dalla precedente, intorno al 1778. Il campanile in pietra è sovrastato da una cuspide in legno dall'insolita forma di pagoda, risalente al secolo scorso.
La cappella di Mont Blanc, fondata nel 1729, è stata però costruita solo nel 1742 e quindi ricostruita nel 1890-92. E' intitolata a san Marco e alla Sacra Sindone.
La cappella di Gontier, dedicata a San Giuseppe è stata fondata nel 1866 dal missionario Jacques-Nicolas Borney di cui si conserva un ritratto all'interno,
La cappella di Coudreyt, probabilmente costruita una prima volta nel 1757, è stata rifatta in stile neogotico nel 1904. E' intitolata alla Madonna delle Grazie e alla Madonna di Oropa.
La cappella di Sant'Anna, situata sull'ombreggiato pianoro di Plan Fenêtre, a monte dell'abitato di Rosier, è stata fondata nel 1777. Nel 1995 è stata restaurata. Il 26 luglio, seguendo un'antica tradizione, numerosi fedeli giungono qui in processione da Champorcher e Issogne a festeggiare la patrona.
La cappella dell'Echelly (un tempo Dégrès), intitolata alla Santa Croce, situata a fianco dell'antica mulattiera, nella gola omonima, risale al XVIII secolo ed ora è abbandonata. A valle della cappella passa ancora la bella strada reale fatta costruire da Vittorio Emanuele Il nel 1862, per raggiungere il pianoro di Dondena dove egli si recava in occasione delle sue battute di caccia. Dal piccolo spiazzo antistante la cappella, si gode di una vista superba sul bellissimo versante opposto (vallone della Legna, antico villaggio di Borme, torrente Ayasse).
