San Giovanni Battista
I primi insediamenti walser nell'alta valle del Lys si possono far risalire al XIII secolo, in seguito alle migrazioni dal Vallese dei Walser, discendenti dagli antichi Alemanni. Questo popolo, di ceppo germanice, si era trasferito intorno al IX secolo nella parte più alta della valle del Rodano. La sua origine nordica è ancor oggi evidente sia nel dialetto parlato dalla popolazione locale sia nei nomi delle famiglie più antiche.
Nel 1970 è stato introdotto lo stemma della comunità: in esso si è cercato di racchiudere
simbolicamente tutta la storia del popolo walser. Al centro appare un cuore con dieci stelle, ognuna delle quali rappresenta un paese di questa minoranza etnico-linguistica presente in Italia. Il cuore, che esprime il forte legame con la terra di origine, è sovrastato da una "croce ad angolo", che era un carattere dell'alfabeto nordico usato in seguito dai Romani per simboleggiare il dio Mercurio, protettore dei mercanti. Il bianco e il rosso sono i colori della bandiera del Canton Vallese, mentre i due cerchi concentrici rosso e nero, che racchiudono lo stemma, riprendono i colori della bandiera della Regione Autonoma Valle d'Aosta (Walser Gemeinschaft = Comunità Walser).
La parrocchia
La parrocchia fu istituita con una bolla del papa Alessandro VI nel 1502, ma solo nel 1660 venne separata in maniera definitiva da Issime, da cui fino ad allora dipendeva. Già nel XV secolo a Gressoney era stato assegnato un vicario che però, non conoscendo il tedesco, aveva esercitato un ministero quasi nullo. Solamente in seguito ad una serie di suppliche, presentate in occasione delle varie visite pastorali, i gressonari ottennero un sacerdote che conoscesse la loro lingua e quindi potesse assicurare in maniera adeguata il servizio religioso (1660). Da quel momento, fino al 1883, tutti i parroci provennero dalla popolazione locale e la loro lingua ufficiale fu il tedesco sia nella confessione sia nelle preghiere e nell'insegnamento del catechismo.
La parrocchia di Gressoney-Saint-Jean festeggia il 24 giugno il suo patrono, San Giovanni Battista, con rito solenne, seguito dalla processione e da una benedizione particolare per l'infanzia. Da alcuni anni si è ripresa la tradizione dell'offerta di agnelli da parte dei fedeli.
La chiesa
Prima del XVI secolo la chiesa era costruita a ponente di quella attuale, che risale al 1515, come risulta dall'iscrizione gotica sulla facciata della stessa (Hoc opus fecerunt magistri Anthonius Goyeti de Yssima et Cristanusf. eius anno Domini M V XV). Il costruttore fu Antonio Goyet di Issime, che precedentemente aveva già edificato la chiesa di Fontainemore. L'edificio fu ampliato nel 1731, con l'aggiunta di due navate laterali; nel 1818 furono sopraelevati il presbiterio e la navata centrale.
La chiesa attualmente si presenta a pianta rettangolare, con tre navate. L'altare maggiore, settecentesco, è di marmo policromo, con tabernacolo sormontato da tronetto; quelli laterali, in stile barocco, sono in legno scolpito e dorato, secondo i dettami del concilio tridentino. Essi sono dedicati al Santo Rosario (con Madonna del 1662 e formelle in bassorilievo), a Sant'Antonio da Padova, a San Sebastiano e a Santa Caterina. Caratteristici sono i banchi settecenteschi con le testate in legno scolpito, che richiamano motivi tradizionali bavaresi. La decorazione interna risale al 1956 ed è opera di Nino Pirlato. L'organo, dono di S.M. la Regina Margherita di Savoia, ospite illustre del paese per molti anni, è un pregevole strumento del 1895, costruito da Carlo Vegezzi Bossi. Sulla facciata esterna, austera e solenne, si aprono tre porte, di cui quella centrale, del 1515, è in stile gotico. Il 9 settembre 1928 venne inaugurato il busto della Regina Margherita a ricordo dei suoi soggiorni gressonari.
Di fronte alla chiesa si trovano quattordici edicolette, edificate nel 1626, raffiguranti gli episodi della Via Crucis; al centro del sagrato si erge una croce in pietra del 1735.
Il museo parrocchiale
Il museo parrocchiale è stato allestito nel 1983 all'interno della chiesa, nell'ala sinistra. La maggior parte degli oggetti presenti sono di origine tedesca; altri sono dono di famiglie gressonare o di casa Savoia.
Sulla parete frontale è situato un grande Crocifisso trionfale, che precedentemente era in cimitero; probabilmente risale alla seconda metà del Duecento. La statua della Madonna con il Bambino, del XIV secolo, apparteneva in origine all'oratorio di Valdobbia.
Altri oggetti sono raccolti per periodo storico in tre differenti vetrine: in quella del Seicento fa bella mostra di sé un reliquiario in cui la reliquia è circondata dalla filigrana che compone il copricapo del costume tipico gressonaro. Nella vetrina del Settecento si trovano un ostensorio, calici e ampolline. Tra gli oggetti del XIX secolo si possono notare il turibolo e la navicella con lo stemma di casa Savoia.
Inoltre sono presenti calici di diversi periodi: il più antico risale al XIV-XV secolo e viene già citato nel verbale della visita pastorale del 1419.
Il campanile
Occupa parte della navata sinistra ed è costituito da una torre in pietra a vista con semplici feritoie fino alla cella campanaria, ove si aprono delle bifore. I lati della torre terminano con timpano triangolare e cuspide in rame, del 1903, a forma di piramide sormontata da una croce.
Le cappelle
Le cappelle sparse sul territorio della parrocchia di Gressoney-SaintJean sono assai numerose. Un rapido elenco da sud a nord ne faciliterà la localizzazione.
Cappella di La Trina (titolari la Madonna delle Grazie e l'Addolorata). Fu edificata nel 1720.
Cappella di La Champsil (SS. Pietro e Paolo, S. Antonio). Fu edificata nel 1616; è di proprietà della famiglia Lateltin Laurent Fabiani.
Cappella di Loomatten (S. Nicola). Costruita nel 1612, si trova in fondo al vallone di Loo.
Cappella di Loo (S. Lorenzo). Si trova in un alpeggio di alta montagna (2080 m), raggiungibile in due ore e trenta di cammino. La bianca facciata è datata 1682.
Cappella di Gresmatten Addolorata). È del 1852.
Cappella dell'Ermitage (S. Giuseppe). Costruita nel 1663 e rifatta verso il 1850, spicca bianca e solitaria poco sopra il capoluogo.
Cappella mortuaria dei baroni Beck Peccoz (Addolorata). In stile neogotico, fu costruita nel 1890, per la sepoltura dei membri della nobile famiglia; sorge poco sotto la cappella di S. Giuseppe.
Cappella di Chemonal (Madonna delle Grazie e Addolorata). Fu costruita nel 1749. Cappella di Perletoa (S. Anna e S. Antonio da Padova). Fu fondata nel 1663 dalla famiglia Castell.
Cappella di Steimatto (S. Sebastiano). Fu fondata nel 1680; appartiene alla famiglia Liscoz.
Cappella di Castell Inferiore (S. Giovanni Battista e Madonna delle Grazie). Fondata nel 1670, è di proprietà della famiglia Napoli.
Cappella di Castell Superiore (Madonna delle Nevi e S. Grato). Fondata nel 1717, è caratterizzata dalla Via Crucis.
Cappella di Noversch. Dovrebbe risalire al 1540.
Cappella di Brechaz (S, Grato). La struttura attuale è datata 1893. Situata alcuni metri più in basso dell'ex albergo Miravalle, che ne è il proprietario, nel passato era meta delle processioni che le due parrocchie di Gressoney effettuavano i venerdì del mese di maggio.
Cappella di Ecko (S.Giovanni Nepomuceno). Costruita nel 1657, la facciata presenta interessanti affreschi.
Cappella di Alpenzu Grande (S. Margherita). Fu costruita nel 1663 e rimessa a nuovo nel 1983; si trova nel villaggio su un piccolo ripiano (1779 m) del costone destro della valle, raggiungibile in mezz'ora di cammino. Sulla facciata, raffigurazione della santa patrona. Cappella di Alpenzu Piccolo (S. Grato e S. Nicola). Fu costruita nel 1730 a 1815 m di quota in sostituzione di una primitiva cappella risalente al 1678 e rasa al suolo da una valanga. È raggiungibile anch'essa esclusivamente a piedi. È stata ristrutturata completamente nel 1995.
